La Storia
UNA SPLENDIDA MANIFESTAZIONE CHE CONIUGA AGONISMO, TURISMO ED AMBIENTE.
Il Gruppo Ciclistico Amatori San Gimignano nasce nel 1994 dall’unificazione di due gruppi ciclistici locali e dalla volontà di un gruppo di amici che in giovane età avevano gareggiato nelle categorie minori fino ai dilettanti. La voglia di andare ancora in bicicletta negli anni successivi si trasformava in passione nell’organizzazione di eventi a livello amatoriale. L’avvento nel mondo delle due ruote delle Gran Fondo, ci ha invogliato ad intraprendere questa sfida che ci ha portato fino ai giorni nostri ad innumerevoli successi e soddisfazioni nell’organizzazione.

Il 1997 è stato l’anno della prima Gran Fondo della Vernaccia e nonostante le difficoltà della prima esperienza la partecipazione è stata nutrita con 246 partenti. Fino alla terza edizione le presenze sono aumentate in modo graduale fino alle 400 unità, ma il vero salto è stato quello di istituire con altre organizzazioni toscane, il Primo Giro Regionale di Gran Fondo d’Italia passando subito dai 400 iscritti a 1000. Tutto grazie anche ad una strategia di lavoro imperniata sulla conoscenza dei luoghi e prodotti della nostra zona e la trasmissione della manifestazione su canali tv regionali. Far conoscere e far partecipi tanti ciclisti dei nostri territori è stato lo stimolo per noi e per la nostra zona e con addetti di vari settori a dare risalto ai luoghi attraversati con i nostri percorsi toccando un pezzo di storia importantissima dell'Alta Valdelsa. La partecipazione oggi alla Gran Fondo dopo il picco del 2005 di circa 2550 partecipanti si è attestata su una presenza di 1400 a 1800 partenti.

La Gran Fondo oggi è lo scopo principale della nostra società e ci offre la possibilità di far conoscere e apprezzare il territorio e i prodotti tipici a tutti i partecipanti e accompagnatori. Oggi la nostra società conta cinquanta iscritti che partecipano ogni anno a tante manifestazioni, inoltre partecipiamo con contributi al recupero di affreschi e con donazioni ad istituti e fondazioni in vari campi: donazioni in base alle nostre forze, perché appunto lo scopo della società è senza fini di lucro e tolti i soldi per le spese per il mantenimento della squadra il resto va in donazione.
La società in questi anni è cresciuta a livello d'importanza ed immagine grazie ai risultati conseguiti con la Gran Fondo e con la partecipazione alle iniziative intraprese con varie amministrazioni e associazioni. Questo ci ha permesso di essere una delle prime venti Gran Fondo a livello nazionale e con una partecipazione notevole di stranieri. Siamo stati scelti dal circuito più noto a livello europeo di Gran Fondo (Prestigio 2005) e a tutt’oggi anche l’unica manifestazione toscana ad esservi stata inserita. Siamo stati in questi anni all’interno, come fondatori e come membri, del Primo Giro Regionale Italiano (Giro del Granducato di Toscana) ed infine inseriti come prova del brevetto della via francigena e di altri circuiti. Non per ultimo la Gran Fondo offre al suo interno, oltre ai tre percorsi, una slow bike, cioè una visita in bici ad aziende agricole per degustare prodotti tipici della zona.

Per i nostri collaboratori proponiamo vari tipi di collaborazione sia con convegni a tema o iniziative particolari (come reportage o servizi), effettuati all’interno di S.Gimignano o sul territorio per eventuali promozioni di materiali. La disponibilità comunque non si esaurisce con questo, ma siamo pronti ad affrontare nuove iniziative ed esperienze in altri settori che ci permetteranno di far conoscere il territorio. La Gran Fondo e la nostra società dal 2007 la Gran Fondo della Vernaccia è presente al Salone del Ciclo a Friedrichafen e Milano con un proprio stand.
Coppa Martiri di Montemaggio
Due diversi distaccamenti partigiani si unirono su Montemaggio con l'obiettivo di compiere sabotaggi sulla cassia e sui binari della Siena-Firenze.
Ospitati dalle famiglie contadine di "Casa Giubbileo" il 27 marzo riuscirono a catturare un Ufficiale della milizia Fascista e un ufficiale tedesco con l'intenzione di scambiarli con cinque detenuti politici. I fascisti risposero con un rastrellamento. All'alba del 28 i miliziani attaccarono "Casa Giubbileo" con armi pesanti, i partigiani risposero al fuoco fino a che non terminarono le munizioni senza riuscire ad eludere l'accerchiamento. Tre partigiani trovarono comunque una via di fuga, altri due erano di guardia ai prigionieri in un capanno nel bosco ed evitarono la cattura. Degli altri venti uno era caduto nella sparatoria, mentre un altro che era ferito venne ucciso dopo la resa dai fascisti.